Saucony Edizione Limitata 2019

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Gli accostamenti contraddittori mescolano la durezza dei tessuti e dei tagli con la frivolezza delle stampe: sciarpe di lana e bikini lavorati all’uncinetto, pantaloni oversized stretti in vita da cinture colorate, ballerine dai grossi bottoni, sandali sovraccarichi di saucony edizione limitata 2019 piume, stivali da montagna ricoperti di pelo, frange, ricami, cappotti simili ad arazzi per tessuti, orli e colori, Piume, paillettes, reggiseni sono considerati strumenti classici della seduzione femminile, a cui Prada ha cercato di dare un significato femminista per mostrare quanto l’idea di bellezza che le donne hanno di sé sia plasmata sul desiderio e sulle fantasie degli uomini..

Lo spirito della sfilata lo riassume così Tim Blanks della rivista Business of Fashion : «È chiaro che Miuccia Prada si sente profondamente divisa sul glamour e sulla seduzione […] ma nell’affrontare l’ambiguità dei suoi sentimenti ha recuperato la forza originaria del suo marchio: surreale, sexy, serio, e per tutta la sua incertezza, assolutamente affascinante», Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il saucony edizione limitata 2019 mondo..

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Il 22 febbraio durante la Settimana della moda di Milano (che terminerà il 27 febbraio) è stata presentata la collezione autunno/inverno 2017-2018 di Gucci, disegnata da Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci dal gennaio 2015, che ha rinnovato il marchio facendolo diventare uno dei più apprezzati, interessanti e peculiari della moda di oggi. La collezione si intitola Il giardino dell’alchimista ed è la prima presentata nella nuova sede di Gucci in via Mecenate, una ex-fabbrica di aerei dell’azienda Caproni, costruita nel 1915, con una superficie di 35mila metri quadri.

Michele ha riproposto la sua solita formula, ottenendo il solito successo: un accuratissimo lavoro di ricerca e ispirazione alla moda, alla storia e all’arte del passato, che si traduce in accostamenti, spesso accozzaglie, imprevedibili ma che si armonizzano perfettamente, Non sono mancati i fiori, gli animali – il serpente che si morde la coda, aironi, farfalle, tigri, api – i colori pastello, i pizzi, i tulles, le paillettes, I modelli erano tantissimi, 120, e come scrive Vanessa Friedmann, la saucony edizione limitata 2019 critica di moda del New York Times, gli stili e i personaggi storici a cui si ispiravano erano ancora di più:.

«Ditene uno e c’era! Gengis Khan? Indossava una vestaglia lunga fino al pavimento con ornamenti cineseggianti, con una sciarpa a righe e un cappello di lana col pompon. Il punk? Jeans strappati su un body ricoperto di cristalli e una canotta bianca. Elisabetta II? Un educato vestitino a trapezio che arriva a metà polpaccio con un collettino bianco e cristalli ricamati. Un’abitué dell’Opera dell’epoca vittoriana? Una gonna di velluto nero sotto un top con maniche sempre di velluto, scampanate e riccamente ornate. La zingara? Indossava un vestito di 14 colori, con lustrini e paillettes e una rosa alla vita».

Sempre Friedman spiega che la sfilata è stata una grande festa alla moda dov’era invitato chiunque valesse la pena invitare, che arrivava conciato come voleva: i richiami vanno dal Rinascimento all’Inghilterra Vittoriana, dalla discomusic saucony edizione limitata 2019 degli anni Settanta agli eccessi degli anni Ottanta, fino alla mania dei loghi degli anni Novanta, La critica è che gli abiti presi fuori contesto sembrano un po’ dei costumi – abiti da carnevale, li ha definiti qualcuno alla sfilata – con un che di esageratamente teatrale, Molti modelli – hanno infatti sfilato sia uomini che donne – portavano archi, valigie, passamontagna, e alcuni indossavano magliette con riprodotti i graffiti  dell’artista Coco Capitán – con frasi come “Common sense is not that common”, “I want to go back to believing a story” e “What are we going to do with all this future?” – una collaborazione con Michele che è stata generalmente apprezzata dai critici..

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