Hogan Basse

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Le cose cambiarono parecchio negli anni Sessanta, con il decollo del prét-a-porter (i capi di abbigliamento da portare tutti i giorni) che prese il posto dell’alta moda, Gli eventi venivano organizzati in location particolari e gli stilisti invece di cercare l’esclusività volevano avvicinarsi ai giovani e al consumismo di massa, con modelle che ridevano hogan basse e ballavano in passerella, Per dirne due: gli stilisti Mary Quant e André Courrèges furono tra i primi che incoraggiarono le modelle ad abbandonare le tradizionali camminate da passerella in favore di movimenti più liberi, Le modelle di una collezione di Mary Quant in una sfilata a Milano, il 2 marzo 1967, e una sfilata di Andre Courreges a New York, 8 ottobre 1964, (Keystone/Getty Images)/(AP Photo).

Gli anni Ottanta-Novanta Questa tendenza venne portata hogan basse all’estremo negli anni Ottanta e Novanta: i tempi delle top model e dei grandi eventi, Fashionista racconta quattro episodi che spiegano bene la dimensione spettacolare e a tratti teatrale delle sfilate di quegli anni, Nel 1984 lo stilista francese Thierry Mugler organizzò una sfilata allo Zenith di Parigi lasciando che la metà dei biglietti venisse venduta al pubblico: parteciparono seimila spettatori, La sfilata di Versace per la collezione autunno-inverno 1991 venne chiusa da Naomi Campbell, Christy Turlington, Linda Evangelista e Cindy Crawford che cantavano Freedom di George Michael..

Nel 1998, per i suoi 40 anni di attività, Yves Saint Laurent mostrò alcuni capi della sua collezione prima della finale dei mondiali di calcio in Francia, di fronte a tutto lo stadio e a un miliardo di telespettatori: c’erano 300 modelle, 70 tra parrucchieri e truccatori e 200 tecnici, per un totale di 900 persone per l’organizzazione di un evento di quindici minuti, Sempre nel 1998, Alexander Mc Queen concluse la sfilata della collezione autunnale con una modella mascherata vestita di rosso hogan basse e circondata da un cerchio di fiamme per simboleggiare Giovanna D’Arco, da cui aveva preso il nome della collezione, Joan..

(Paul Vicente/AFP/Getty Images) A che punto siamo Da quegli anni le sfilate sono diventate sempre più scenografiche e ci sono sempre più occasioni per creare veri e propri spettacoli: oltre alle settimane della moda per le collezioni autunno-inverno e primavera-estate di uomo e donna (quindi quattro in totale all’anno), ci sono quelle della haute couture e delle cruise collection. Lo scopo delle sfilate è di aumentare la desiderabilità del marchio, oltre a promuoverlo, farlo conoscere e aumentare le vendite. È maestro in questo lo stilista tedesco Karl Lagerfeld, direttore creativo di Chanel, che ha ambientato le sue sfilate in allestimenti di aeroporti, supermercati e  casinò, le ha organizzate alla Fontana di Trevi (per i 90anni di Fendi) e più recentemente anche  a Cuba, per il primo evento di moda internazionale dai tempi della rivoluzione del 1959.

Il modo di promuoversi sta cambiando in generale: gli stilisti tendono a fare sfilate sempre più spettacolari e a usare hogan basse i social network per far parlare delle proprie creazioni, sfruttando spesso modelle seguitissime sui social (come Kendall Jenner o Gigi Hadid ), con la conseguenza che i clienti vogliono acquistare le novità il prima possibile, Le nuove collezioni vengono solitamente presentate sei mesi prima della messa in vendita nei negozi (per dare il tempo ai responsabili delle boutique e delle grandi catene di scegliere cosa comprare, e alle aziende di produrre i capi in base alle richieste), ma ora alcune aziende di moda rendono disponibili nei negozi i capi delle nuove collezioni subito dopo le sfilate in cui li hanno presentati..

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Le parole che sentirete ripetere in questi giorni di sfilate a Milano: cos'è una gonna midi? e il granny style? Molti di voi invece ricorderanno ancora i choker Cioè alla Settimana della moda più innovativa e stravagante di tutte: da Versus a Burberry a Anya Hindmarch Tutti i hogan basse film e i documentari su stilisti, figure leggendarie e modelle che si possono guardare in streaming ora e nei prossimi mesi.

Lunedì 26 settembre si è conclusa Milano Moda Donna, la Settimana della moda italiana iniziata mercoledì 21 settembre, che come da tradizione viene dopo quelle di New York e Londra, ma prima di Parigi, Si è parlato molto dei festeggiamenti per i 50 anni di Bottega Veneta, celebrati con una sfilata all’Accademia di Brera a Milano, e poi della collezione molto eccentrica, con una giostra gigante al centro della passerella, dello stilista tedesco Philipp Plein, che ha anche detto che dal prossimo anno non sfilerà più a Milano ma a New York, hogan basse I giornali hanno scritto a lungo anche della cena molto lussuosa organizzata da Dolce & Gabbana per 400 persone, a una tavola allestita all’aperto in via Montenapoleone, la strada famosa per i negozi di lusso..



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