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Ci sono tante cose con cui Calvin Klein – lo stilista americano fondatore dell’omonimo marchio e che oggi compie 75 anni – ha lasciato un segno nella moda degli ultimi 30 anni: quelle a cui tutti lo associamo, più o meno converse per off white inconsapevolmente, sono le pubblicità estremamente sensuali e provocatorie e l’aver plasmato l’idea di bellezza ed erotismo degli anni Novanta, Scrive Vanessa Friedman, la critica di moda del New York Times, che «Nessuno ha saputo sfruttare il sesso meglio di Calvin Klein, In un’epoca precedente a internet ha costruito un’azienda di successo in tutto il mondo sulla potenza di immagini incredibilmente provocatorie, Le sue campagna pubblicitarie furono virali prima ancora che esistesse il concetto, montando sulla marea dell’indignazione e dell’ossessione per l’aspetto fisico»..

Queste immagini di corpi seminudi – muscolosi o emaciati come nelle foto cosiddette “heroin-chic” – intensamente omoerotiche e spesso accusate di sfiorare la pornografia e la pedopornografia per la giovane età delle modelle, pubblicizzano uno stile minimale, pulito e semplice, fatto di vestiti comodi, camicie bianche, colori tenui, oltre ai celebri jeans, L’intuizione di Calvin Klein è aver messo insieme converse per off white questi due ideali in apparente contrasto – stile casual e peccaminoso erotismo – per creare la nuova idea di sensualità americana: senza orpelli, comoda, quasi utilitaristica, lontana dai capi tradizionalmente sexy come pizzi, latex e volant, È per esempio facendoli indossare a Mark Wahlberg in una pubblicità con Kate Moss nel 1992 che riuscì a trasformare i suoi boxer – semplicissimi e quasi puritani, riconoscibili per il nome sull’elastico – in un capo tuttora desiderato e alla moda, Klein ha costruito questo successo lavorando con molti leggendari fotografi di moda, come Herb Ritts, Peter Lindbergh, Steven Meisel, Bruce Weber, e il risultato si può apprezzare sfogliando il libro Calvin Klein da poco uscito per Rizzoli New York, che lui stesso ha messo insieme in tre anni: 150 pagine che raccontano con 40 mila immagini i suoi trent’anni di carriera..

Klein, che era nato nel Bronx a New York il 19 novembre 1942, fondò l’azienda nel 1968 insieme all’amico di infanzia Barry Schwartz; all’epoca aveva 27 anni, si era laureato al prestigioso Fashion Institute of Technology di New York, e aveva lavorato come apprendista in un’azienda che produceva cappotti, Inizialmente Calvin Klein produceva solo vestiti sportivi da uomo, ma visto il successo incluse anche le linee da donna con «vestiti rilassati, facili da portare, sexy ma con un gusto sempre casual» come disse a Vogue nel 1975. Il successo arrivò negli anni Ottanta, soprattutto grazie alle campagne pubblicitarie converse per off white che avevano per protagonisti personaggi famosi come una 15enne Brooke Shields ritratta da Richard Avedon; in quel periodo vinse tre volte, nel 1982, 1983 e 1986, il premio come miglior stilista dal Council of Fashion Designers, il sindacato degli stilisti americani..

Fu però negli anni Novanta che Calvin Klein divenne qualcosa di imprescindibile, probabilmente il simbolo della moda americana insieme a Tommy Hilfiger, e una delle aziende più rappresentative dello spirito degli anni Novanta grazie alle campagne pubblicitarie con Kate Moss; l’apice fu la collezione primavera/estate 1994, una perfetta espressione dell’epoca.  Nel frattempo Klein divenne celebre anche per i profumi, si sposò due volte, ebbe problemi di abuso di droghe e si disintossicò. Klein si ritirò nel 2003, a 60 anni, quando vendette l’azienda per 400 milioni di dollari a PVH, un gruppo di abbigliamento americano che controlla Van Heusen, Tommy Hilfiger e le licenze di marchi come Michael Kors. Klein ha spiegato che «me ne andai perché pensavo di aver fatto tutto quello che volevo dal punto di vista creativo». Il direttore creativo è ora lo stilista belga Raf Simons  considerato, per il suo minimalismo, un degno erede del fondatore.

È un momento delicato per parlare di Calvin Klein e della cultura sensualizzata che ha contribuito a creare, con gigantografie di nudi srotolate sui palazzi e manifesti con scene di sesso appesi sugli autobus, e in molti si chiedono se abbia avuto un ruolo nel favorire l’immagine oggettificata della donna, Klein, che ebbe alcune campagne censurate dalla tv americana e converse per off white criticate dall’allora presidente Bill Clinton, è convinto che ci sia una grossa differenza tra promuovere delle immagini utilizzando il sesso e praticare violenza su qualcuno, e ha spiegato che le sue immagini hanno sempre voluto far sentire le donne attraenti e sono nate nella cultura degli anni Settanta: «Gli anni Settanta furono un momento davvero folle a New York, Ci fu Berlino negli anni Venti, Parigi negli anni Trenta e New York negli anni Settanta, La campagna con un’immagine orgiastica mi venne in mente mentre pensavo allo Studio 54 [una delle più famose discoteche di New York, ndr], La gente mi chiede se fosse davvero così, Probabilmente sì», Queste di seguito sono alcune delle campagne più celebri e controverse di Calvin Klein..

Brooke Shields, 1981 Lei aveva 15 anni e sussurrava «Sai cosa cosa c’è tra me e i miei Calvins? Niente». Venne censurata dalle emittenti televisive americane ABC e da CBS a New York, criticata dalla giornalista femminista Gloria Steinem e  Vogue si rifiutò di pubblicarla. Lo slogan era di Doon Arbus, figlio della famosa fotografa Diane Arbus, le foto di Richard Avedon. Tomás Hintnaus, 1982 Per la campagna di intimo maschile Klein chiamò il celebre fotografo Bruce Weber, che scattò questa foto al saltatore con l’asta olimpico Tomás Hintnaus su un tetto di Santorini, in Grecia. Era stato lo stesso Klein a notare Hintnaus mentre correva sul Sunset Boulevard di Los Angeles: lo fermò, e gli propose di posare per lui. Fu così che per la prima volta anche l’intimo maschile divenne sexy: l’immagine venne appesa su 25 autobus a due piani di New York e nella notte i poster vennero tutti rubati. Si parlò così tanto di questa pubblicità che i negozi non avevano scorte sufficienti per rispondere alle richieste dei clienti: più di 30 anni dopo il bandone elastico con il nome di Calvin Klein va ancora di moda e l’azienda continua a ingaggiare personaggi famosi ritratti in pose sempre più sensuali per reclamizzarle.

Kate Moss e Mark Wahlberg, 1992 Furono fotografati dal celebre Herb Ritts per pubblicizzare intimo e jeans: fece scandalo per il topless di Kate Moss, che allora aveva 17 anni, Foto di questo tipo sono ancora di moda: su Instagram l’hashtag #mycalvins mostra più di 300 converse per off white mila immagini di adolescenti con addosso niente tranne i jeans Calvin Klein, Klein ha raccontato come iniziò a lavorare con Kate Moss, che contribuì a rendere famosa e che è stata il volto dell’azienda negli anni Novanta:.

«Andai a Parigi per vedere come lavoravano gli altri stilisti, andai alle sfilate di Chanel e pochi altri, e converse per off white vidi tutte quelle donne che pensavo fossero davvero speciali ed erano le stesse in ogni sfilata, Così iniziai a pensare: non sono davvero così speciali, Sempre in quel periodo molte modelle avevano iniziato a gonfiarsi il seno e fare altre cose folli ai loro corpi, cosa che trovavo piuttosto offensiva, Così tornai da Parigi pensando che dovevo fare qualcosa di diverso, Dopo un po’ Patrick Demarchelier chiamò e disse che pensava di aver trovato la persona che stavamo cercando e ci mandò Kate, Aveva delle fotografie personali che Mario Sorrenti, all’epoca suo fidanzato, le aveva fatto, Allora non era neanche un fotografo professionista, Così chiesi di incontrarlo, gli diedi una macchina fotografica e li spedii su un’isola insieme»..



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